Adeguamento contributo indennitario per le acque minierali imbottigliate

ORDINE DEL GIORNO n. 155

PDL 154

“Disposizioni per la razionalizzazione di interventi regionali negli ambiti istituzionale, economico, sanitario e territoriale”

Oggetto: ADEGUAMENTO CONTRIBUTO INDENNITARIO PER LE ACQUE MINERALI IMBOTTIGLIATE

Il Consiglio Regionale della Lombardia

Premesso che:

Secondo i recenti studi del CENSIS l’Italia è il Paese europeo con il più elevato consumo pro-capite di acqua in bottiglia, e addirittura il secondo al mondo (in media ogni famiglia italiana spende 234 euro all’anno per l’acqua in bottiglia ed il consumo medio è pari a 192 litri all’anno per persona), e che nel nostro Paese esiste una generale diffidenza nel consumo di acqua del rubinetto;

Pur riconoscendo che le acque minerali, per loro definizione e come meglio specificato dall’art. 2 del D. Lgs. 176/2011, hanno in genere proprietà “favorevoli alla salute” e quindi in taluni casi terapeutiche, si ritiene doveroso utilizzare parte degli gli introiti derivanti dallo sfruttamento dell’elemento “acqua” per incrementare gli investimenti a favore della difesa dei corpi idrici da un lato e della valorizzazione della risorsa dall’altro, anche attraverso una maggiore diffusione delle cosiddette “case dell’acqua”;

L’ultimo monitoraggio triennale di ARPA Lombardia sullo stato della qualità delle acque lombarde (superficiali e sotterranee) evidenzia criticità che andrebbero affrontate con importanti e urgenti interventi;

Il Consiglio Regionale nella seduta del 10 settembre 2013, con deliberazione n. X/118 ha approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta Regionale al raggiungimento dello stato ambientale “sufficiente” per tutti i corpi idrici della Lombardia, il prima possibile e comunque non oltre il 2015;

Ricordato che:

Il “Documento di indirizzo delle Regioni italiane in materia di acque minerali, naturali e di sorgente”, approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 16 novembre 2006 al fine di sollecitare una revisione su scala nazionale volta ad uniformare le scelte delle Regioni, individuava orientativamente i seguenti minimi e massimi entro cui definire il canone da applicare:

. da 1 a 2,5 euro per metro cubo o frazione di acqua imbottigliata;

. da 0,5 a 2 euro per metro cubo o frazione di acqua utilizzata o emunta;

. almeno 30 euro per ettaro o frazione di superficie concessa;

Regione Lombardia ha approvato un primo e unico adeguamento al canone per imbottigliamento, previsto inizialmente in 0,516 euro per ogni mille litri imbottigliati e rimasto inadeguato dal 2002, con DGR 28.11.2010, n. 866 definendo i seguenti importi:

. euro 1,20 per ogni metro cubo di acqua imbottigliata;

. euro 0,90 per ogni metro cubo di acqua imbottigliata in contenitori di vetro;

Appurato quindi che il canone applicato dal 2011 a tutt’oggi risulta tuttavia ancora inadeguato rispetto alle indicazioni previste nel documento di indirizzo approvato nel 2006 (il canone per le acque imbottigliate in contenitori di vetro risulta addirittura ancora inferiore alla soglia minima consigliata);

Considerato che:

un processo di revisione e innalzamento dei canoni non solo consentirebbe di “ripagare” il territorio dell’impatto di queste attività, quale ad esempio l’inquinamento atmosferico e acustico causato dalla mobilità pesante, ma anche di recuperare fondi da destinare ad “obiettivi di tutela, riqualificazione e difesa dei corpi idrici e valorizzazione della risorsa idrica in ambito regionale”;

aumentando gli attuali canoni di imbottigliamento delle acque minerali di 1 euro/mc le aziende imbottigliatrici non subirebbero alcun salasso in considerazione del volume d’affari in essere e che tale aumento inciderebbe sul consumatore in misura pari a 0,001 euro/litro;

Verificato che tale aumento comporterebbe per le casse regionali un introito aggiuntivo, calcolato sui dati relativi ai metri cubi di acqua minerale imbottigliati nell’anno 2013, pari ad almeno 4.000.000,00 di Euro;

Ricordato che fino ad oggi Regione Lombardia ha destinato gran parte dei proventi derivanti dai canoni di concessione delle acque minerali alle Province per il risanamento idrogeologico e ambientale dei loro territori;

Vista la proposta di modifica prevista dal PDL 154 “Disposizioni per la razionalizzazione di interventi regionali negli ambiti istituzionale, economico, sanitario e territoriale” che, in relazione agli introiti derivanti dai canoni di concessione delle acque minerali e termali, precisa agli art. 26 e 27 le finalità alle quali devono essere destinati gli investimenti e le ripartizioni tra gli enti interessati (Comuni, Province, Regione);

Impegna la Giunta Regionale

Ad aggiornare i canoni regionali di concessione per le acque minerali, che costituiscono parte degli introiti derivanti dall’utilizzo della risorsa acqua, ed in particolare i canoni di imbottigliamento, per un importo non inferiore a:

. euro 2,20 per ogni metro cubo di acqua imbottigliata;

. euro 1,90 per ogni metro cubo di acqua imbottigliata in contenitori di vetro;

A prevedere che il maggiore introito sia riscosso da Regione Lombardia e utilizzato per spese di investimento rispondenti a obiettivi di tutela e riqualificazione dei corpi idrici e valorizzazione della risorsa idrica in ambito regionale, secondo le modalità applicative e le priorità stabilite annualmente dalla Giunta Regionale, sentita la Commissione Consiliare competente;

Ad assicurare che per il 2015, tra le priorità di utilizzo di ogni eventuale maggiore introito, siano previsti investimenti per:

. interventi per il miglioramento della qualità delle acque lombarde;

. contributi per la realizzazione sul territorio regionale di case dell’acqua.

Milano, 23 giugno 2014

Agostino Alloni

Onorio Rosati

Jacopo Scandella

Raffaele Straniero 

Laura Barzaghi

Giuseppe Villani

Aggiungi ai preferiti : permalink.

I commenti sono disattivati