ANCE LANCIA L’ALLARME: SERVE UNA REVISIONE DEL PREZZIARIO COME IN EMILIA.

L’audizione con ANCE Lombardia, l’Associazione dei costruttori edili, tenutasi mercoledì 13 aprile nelle Commissioni congiunte Attività produttive e Territorio e infrastrutture, ha confermato la necessità di intervenire prontamente per una revisione del prezziario regionale per gli appalti, contenuta in una nostra mozione sul tema recentemente bocciata dalla maggioranza di centro destra in aula.

L’incremento dei costi delle materie prime e dei materiali da costruzione rende necessario infatti un adeguamento dei prezzi per scongiurare la paralisi dei cantieri edili assicurando alle imprese la copertura delle spese effettivamente sostenute e tutelare i cittadini. In una situazione del genere, infatti, il rischio concreto è quello che le imprese lavorino in perdita e ciò evidentemente non è possibile. L’alternativa, in assenza di interventi, è lo “stop” a molti cantieri pubblici, con gli inevitabili disagi per gli enti locali ed i cittadini, oltre ai riflessi sul sistema economico.

Ecco perché secondo noi serve un aggiornamento della programmazione e dei fondi regionali legati alla legge 9, il cosiddetto Piano Fontana sugli interventi per la ripresa economica.
 
Nella nostra mozione chiedevamo alla Giunta di procedere a una revisione degli appalti secondo un modello capace di adattare costantemente gli importi alla situazione contrattuale di mercato, un adeguamento immediato del prezzario regionale degli appalti, appunto, una ricognizione delle opere regionali in fase di progettazione, fondi regionali ad hoc e ammortizzatori sociali per le imprese e i lavoratori del comparto, politiche regionali per il settore delle costruzioni. Ma ancora una volta non siamo stati ascoltati, nonostante Ance, nell’audizione del 13 aprile, ci abbia sostanzialmente sottoposto proprio questo genere di difficoltà.

Proprio qualche giorno più tardi, venerdì 22 aprile, la Giunta dell’Emilia-Romagna, prendendo in esame il costo di materiali e manodopera, ha approvato, insieme al Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche Lombardia-Emilia-Romagna e dopo un confronto approfondito con la Consulta edile regionale, l’elenco relativo ai prezzi delle opere pubbliche e di difesa del suolo, un documento di oltre 24mila voci che costituirà il punto di riferimento per gli importi delle gare di appalto, ma anche per i cittadini che vogliono usufruire del superbonus 110%. Se lo ha fatto l’Emilia-Romagna, perché non può farlo la Lombardia?

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