ASSESTAMENTO DEL BILANCIO: CINQUE PROPOSTE DEL PD PER SOSTENERE LE FAMIGLIE.

Martedì 26 e mercoledì 27 luglio si è svolta la “sessione di bilancio”, dedicata, oltre che al rendiconto della gestione 2021, anche e soprattutto all’assestamento del bilancio regionale 2022-2024, che si è rivelato molto consistente, pari complessivamente a 1,72 miliardi di euro, un volume che non si era mai visto prima. Stando alle partite relative alle politiche regionali, al netto di operazioni finanziarie e partite di giro, l’assestamento in discussione è del 30% superiore a quello dell’anno precedente. Questo bilancio porta con sé due altri inediti: un disavanzo di 256 milioni di euro e una perdita patrimoniale di 728 milioni di euro. Sono entrambi effetti della scelta più importante della giunta Fontana, quella che il centrodestra ha chiamato “Piano Lombardia” e che il gruppo del PD, per le modalità assolutamente discrezionali e per la distribuzione delle risorse molto sbilanciata sulle amministrazioni amiche, ha definito “Legge mancia”. Un piano da sei miliardi di euro! La prima quota di quel piano, pari a 1,4 miliardi, ha impattato fortemente sul bilancio regionale per una seconda scelta della giunta Fontana: non ricorrere all’accensione di mutui ma reperire risorse all’interno del bilancio stesso, e per questo si parla di “debito autorizzato e non contratto”. Ne deriva che la gran parte del bilancio regionale è ostaggio di una sola, estesissima politica di investimenti in opere stradali ed edilizie, interamente rivolta ai comuni. Una decisione che blocca per l’anno in corso e per i prossimi anni la possibilità di realizzare altre politiche in favore di chi oggi sta soffrendo di più, i cittadini e le famiglie, vessati dai costi energetici e dall’inflazione.

La Giunta Fontana ha sbagliato politica, investendo tutte le risorse disponibili in politiche rivolte unicamente ai comuni, quindi al settore pubblico. Ha commesso errori di valutazione che la portano oggi, nel momento di maggiore difficoltà per le famiglie lombarde da anni, a non avere margini di manovra. La Regione di Fontana è ferma, incapace di fare altre scelte e attivare altre politiche di sostegno alle famiglie o di prospettiva.

Per questa ragione il gruppo consiliare del Partito Democratico, negli esigui spazi di questo assestamento, ha proposto di spostare risorse su cittadini e famiglie, con una serie di proposte di cui ne elenchiamo cinque più emblematiche:

1. per anziani e non autosufficienti che risiedono nelle RSA o che hanno un’assistente familiare assunta in regola, un contributo pari a una mensilità della retta o della retribuzione della badante;

2. per le famiglie con figli minori, estendere il contributo per l’acquisto di libri e materiale didattico a chi ha redditi Isee familiari fino a 25mila euro e aumentare l’entità del contributo al tetto massimo stabilito dal Ministero;

3. per i lavoratori e gli studenti pendolari, introdurre per i mesi di agosto, settembre e ottobre abbonamenti mensili simbolici al servizio ferroviario regionale a 5 euro;

4. per le imprese lombarde, a partire da quelle piccole e piccolissime, che non siano riuscite ad ottenere i contributi statali per ridurre la bolletta energetica, stanziare fondi regionali per far fronte all’aumento dei costi dell’energia;

5. per sostenere gli spazi ricreativi aperti al pubblico (piscine) anche di società private, che oggi sono la prospettiva di vacanza di tantissimi lombardi piegati dalla crisi, stanziare risorse per il loro efficientamento idrico e quindi per la salute pubblica. Purtroppo le nostre proposte, come tutte quelle dell’opposizione, sono state tutte respinte, senza discussione. Ma, tant’è!, questa è la maggioranza di centro-destra della Regione Lombardia!

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