BOCCIATA LA NOSTRA MOZIONE PER L’EMERGENZA MEDICI DI BASE

Per i medici di base è emergenza, ma la Regione non fa nulla di quello che dovrebbe e, come sempre, dà la colpa al Governo. E’ questa l’amara constatazione che mi sento di fare a seguito della discussione e del voto in Aula lo scorso martedì 6 luglio di due mozioni abbinate sul tema, della Lega e del M5s, e una del PD, bocciata dalla maggioranza.

In realtà Lega e centrodestra hanno scoperto che per i medici di base è emergenza solo una settimana prima. Per anni hanno sostenuto che non contavano nulla e soprattutto non servivano più. Ora non trovano di meglio che incolpare il Governo dell’urgenza di sostituire quelli che vanno in pensione, mentre è proprio la Regione che potrebbe fare molto e da subito. Ad esempio, la Giunta chiede al Governo di accorciare i tempi di formazione, ma già potrebbe farlo da sola. Chiede poi di aumentare i posti nelle facoltà di medicina e nelle scuole di specializzazione, ma non si preoccupa di riattivare il tavolo sul tema avviato in passato con i rettori lombardi.

L’unico provvedimento che ha voluto e ottenuto la Lega, a cui abbiamo opposto un fermo no, è stato di aumentare il numero degli assistiti fino a 2.000, fatto assolutamente inaccettabile perché lesivo della dignità dei medici, che già oggi faticano a offrire un servizio ai propri assistiti, e inadeguato per i cittadini che di fatto si troverebbero con un’assistenza solo sulla carta.

Al solito, il Carroccio rifiuta di assumersi responsabilità. Invoca l’autonomia, ma quando può esercitarla non lo fa, voltando di fatto le spalle ai cittadini.

Nella nostra mozione si puntava su atti concreti e fattibili: aumentare il numero di borse per specializzandi e medici di medicina generale, come la stessa Giunta ha fatto negli scorsi anni, aumentando pure l’importo; incentivare i medici di base a coprire gli ambiti territoriali carenti da almeno 12 mesi, concedendo per i primi 5 anni spazi pubblici in concessione gratuita da utilizzare come studio e rimborsando fino all’80% delle spese sostenute per assumere personale infermieristico e amministrativo; pianificare in largo anticipo le sostituzioni dei medici di base; aumentare il numero di pazienti che i medici in formazione possono convenzionare, come sostituti; semplificare per i cittadini l’iter di scelta e revoca del medico di base; prevedere le risorse necessarie da destinare alle Ats lombarde affinché possano assumere un contingente adeguato di giovani medici neoformati in medicina generale e cure primarie.

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