Cade il mito dell’efficienza lombarda

Al termine dello scorso mese di luglio, il Consiglio Regionale ha tenuto la “sessione di bilancio”, con l’approvazione del rendiconto dell’esercizio 2018 e dell’assestamento di bilancio 2019/21.

Su entrambi gli argomenti, ho svolto un intervento in aula, in qualità di capogruppo per il PD in Commissione Bilancio.

In particolare, per quanto riguarda il Conto consuntivo 2018, ho messo in evidenza come questo dimostri in modo allarmante che la Regione Lombardia non è in grado di spendere le risorse che ha a disposizione. Sul fronte delle spese in conto capitale, dunque degli investimenti, si sono registrate infatti ingenti economie di spesa, mediamente pari al 14% delle somme impegnate, ma che in alcuni settori (case popolari, lotta allo smog, sostegno all’industria, piccole e medie imprese e artigianato) superano il 30% e raggiungono anche il 60%! Lo stesso vale per l’utilizzo del fondo sociale europeo, che supera di poco il 40%, e per il quale la Lombardia si colloca al penultimo posto fra le dodici Regioni più sviluppate d’Italia

Si tratta di evidenti segnali di inefficienza, in controtendenza rispetto al mito dell’eccellenza lombarda.

Per quanto riguarda invece l’assestamento di bilancio 2019, il nostro gruppo consiliare ha evidenziato che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza Lombardia, che non emerge solo per la grande responsabilità di tanti attori sociali ed economici che continuano a fare il loro lavoro quotidiano nonostante non arrivino risposte adeguate e prospettive certe dall’amministrazione regionale.

Non possiamo difatti non parlare di emergenza quando si tratta di trasporti (il disastro del servizio ferroviario regionale è sotto gli occhi di tutti, come a tutti sono note le grandi difficoltà del TPL), di sanità (non sono risolti i nodi delle liste d’attesa e della gestione dei Pronto Soccorso ed il tema della cronicità è stato affrontato in modo inadeguato, senza nemmeno realizzare le strutture previste dalla legge regionale 23/2015, come i POT e i PRESST), di dissesto idrogeologico (ad ogni forte perturbazione, gli amministratori locali lombardi sono costretti a sperare che non colpisca il proprio Comune), di casa (per la mancata manutenzione degli edifici Aler, la morosità e le occupazioni abusive, la domanda inevasa di alloggi popolari), di ambiente (continuo superamento delle soglie di inquinamento atmosferico), ma anche di rifiuti, infrastrutture, lavoro, formazione, cultura, ecc.

Per cercare di migliorare alcuni di questi aspetti abbiamo presentato in Consiglio una serie di emendamenti e ordini del giorno, la maggior parte dei quali non ha trovato però accoglienza da parte della maggioranza di centro-destra. Per questa ragione come gruppo consiliare del PD abbiamo espresso voto contrario.

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