CS Commercio, Straniero: “Piano regionale datato. Ed è ora il momento di parlare di risorse per queste imprese”.

“È il momento di parlare delle risorse che vogliamo destinare al commercio lombardo. Se non ora, quando?”, lo ha detto Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd e capogruppo in IV Commissione Attività produttive, intervenendo stamattina, in Aula, sul Programma pluriennale per lo sviluppo del settore commerciale, per il quale i dem hanno espresso voto contrario.

“Innanzitutto, è un piano datato – ha spiegato nel suo intervento Straniero –: era urgente per questo settore importante un aggiornamento, ma se vogliamo incidere davvero, i dati devono essere realistici, mentre il programma si sviluppa sulla base di numeri relativi al 2018-2019, al massimo ai primi mesi del 2020. Ma nel frattempo il mondo è radicalmente cambiato”.

Le novità sono legate a più fattori, ha fatto presente il consigliere Pd: “Il settore risente delle dinamiche a livello economico, delle mutate esigenze dei consumatori, connotate da grande rapidità. Ma soprattutto, degli ultimi tre anni che hanno inciso grandemente, prima con la crisi pandemica e ora con quella energetica”.
Ma le perplessità sono state relative anche al fatto che “non si capisce quali sono gli indirizzi che si intendono perseguire. Ad esempio, andrebbero studiate meglio le aperture, anche per tutelare i lavoratori e la qualità della loro professione. Naturalmente ci vuole un approccio diverso, che guardi anche con maggiore attenzione al commercio di vicinato”.

Per questo il Gruppo regionale del Pd aveva presentato un ordine del giorno, bocciato, in cui chiedeva espressamente “lo stanziamento di risorse regionali non inferiori a 30 milioni di euro, derivati dagli extraprofitti dai canoni delle aziende idroelettriche, destinate a sostenere i costi delle bollette delle micro e piccole imprese del commercio; di triplicare le risorse per l’efficientamento energetico di queste aziende; di raddoppiare le cifre per i distretti del commercio. Non è questa la sede per discutere dei soldi per il settore? Ma se non ora quando?”, si è chiesto, appunto, Straniero.

Infine, un’attenzione alla logistica: “Serve una regia regionale che regoli la collocazione dei poli sul territorio in modo coerente con il paesaggio, le infrastrutture e i servizi già disponibili”, ha concluso il dem.

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