EDIFICI DISMESSI PER I SERVIZI SOCIOSANITARI. MA PER LA GIUNTA FONTANA NON È UN PROBLEMA.

Tra le proposte inesorabilmente “bocciate” dalla maggioranza di centro-destra nella sessione dedicata all’assestamento di bilancio ci sono anche quattro ordini del giorno di cui ero primo firmatario (il quinto, dedicato al “reshoring”, ossia al rientro delle aziende precedentemente delocalizzate sul territorio lombardo, è stato da me ritirato, a fronte dell’impegno dell’assessore allo sviluppo economico, Guido Guidesi, ad affrontare insieme il tema).

Uno dei quattro odg respinti riguardava il recupero, la riqualificazione e l’utilizzo di edifici attualmente dismessi per destinarli ai servizi per le persone con disabilità.

La mia richiesta era collegata alla legge sulla rigenerazione urbana mettendo insieme due esigenze: riadattare l’esistente e dare risposta alla fame di spazi per gli aspetti sociosanitari che riguardano i disabili. Ma la Giunta Fontana ha bocciato la proposta, che poteva quanto meno essere un primo passo verso la soluzione di due problemi. Non solo: il principio si sarebbe poi potuto estendere ad altri servizi sanitari o sociosanitari, ad esempio le Case di comunità.

I Centri diurni disabili, le Comunità sociosanitarie per disabili e le Residenze sanitarie disabili sono servizi appositamente pensati per accogliere persone con disabilità e sono strutture di cui si sente l’esigenza, per il tipo di servizio e per l’importanza che rivestono. D’altra parte, la legge regionale 18/2019 sulla rigenerazione urbana e territoriale punta a promuovere gli interventi di messa in sicurezza, recupero e efficientamento del patrimonio edilizio esistente, con particolare attenzione agli edifici abbandonati.

Considerata la necessità di sostenere interventi che valorizzino e rendano accessibili edifici di proprietà degli enti locali da destinare a servizi sociosanitari che possano affiancare le famiglie nella cura del proprio caro portatore di disabilità, mi sembrava più che logico immaginare un percorso che impegnasse la Giunta a cercare risorse per la pubblicazione di Avvisi volti all’erogazione di contributi destinati a enti locali e a soggetti privati no profit aventi organizzazione di impresa, per la riqualificazione, l’ampliamento e l’adeguamento di spazi destinati a persone con disabilità. Questo percorso avrebbe potuto riguardare anche le tante proprietà, non solo dei Comuni, ma spesso anche delle Parrocchie, che rimangono inutilizzate e che potrebbero benissimo essere sfruttate a scopo sociosanitario. Evidentemente, però, per la Giunta Fontana questo non è un problema!

Gli altri tre ordini del giorno da me promossi e respinti dalla maggioranza riguardavano:

  • le politiche super-attive del lavoro, con la possibilità di uno specifico incentivo regionale da erogare a quelle Pubbliche amministrazioni che appaltino servizi e attività pubbliche con commesse certe per almeno tre anni, rinnovabili, a Enti no-profit appositamente costituiti e composti da persone over 50 classificate all’avvio dell’attività come inoccupabili,
  • il potenziamento delle azioni di contrasto alla dispersione scolastica,
  • la regimazione del torrente Molinara e il completamento della variante alla S.P. 62 nel Comune di Primaluna.
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