Il pasticcio dei rincari per i biglietti “solo treno”.

L’introduzione della tariffa integrata per il trasporto pubblico nelle province di Milano e Monza e Brianza ha creato un notevole disorientamento per due buone ragioni:

  1. le altre agenzie del trasporto pubblico locale non hanno ancora potuto adottare le tariffe del sistema tariffario integrato e ciò comporta per i cittadini una certa confusione, soprattutto nelle zone di confine fra Province diverse,
  2. ma soprattutto la decisione della Giunta Regionale di adeguare subito le nuove tariffe ferroviarie al sistema tariffario integrato, senza tenere in vita l’abbonamento solo treno, determinando aumenti improvvisi e ingiustificati.

La tariffa integrata, infatti, è un’innovazione positiva per i cittadini, ma non può essere applicata a danno dei pendolari, che sono giustamente “imbufaliti” per questi rincari che variano dal 20% al 40% del prezzo attuale, a fronte di un servizio che quest’anno ha offerto il peggio di sé.

Fra l’altro, Trenord ha cercato di intervenire, mettendo una pezza peggiore del buco, come si dice, in quanto ha previsto dei rimborsi ai pendolari sotto forma di “bonus”, attraverso una modalità estremamente complicata e con una serie di condizioni difficili da rispettare, tanto che i Comitati pendolari sono arrivati a sostenere che sarebbe stato più chiaro e più semplice riservare questi “bonus” ai novantenni accompagnati dai genitori, come recitano alcuni avvisi scherzosi in molti locali a proposito del credito riservato ai loro avventori.

Per questa ragione il gruppo consiliare del PD della Lombardia ha presentato martedì 1 ottobre una mozione, chiedendo alla Giunta Regionale di ritornare sui suoi passi, mantenendo in vita la tariffa “solo treno”. Purtroppo la maggioranza di centro-destra ha respinto seccamente questa proposta, addebitando la responsabilità di tutto ciò al Comune di Milano che ha voluto la tariffa integrata e negando l’evidenza, ossia che la stessa può rappresentare un passo avanti per tutti i fruitori del servizio pubblico di trasporto mentre è l’applicazione sbagliata da parte di Regione Lombardia e conseguente di Trenord a mettere in grave difficoltà i pendolari che utilizzano solo il treno.

E’ utile ricordare che a breve la tariffa integrata verrà estesa a tutte le province lombarde e quindi si porrà anche per il Lecchese questo problema. Perciò intendiamo al più presto organizzare come Partito democratico delle giornate di mobilitazione e di solidarietà nei confronti dei pendolari, perché la loro voce possa giungere sempre più forte alle orecchie del Presidente Fontana e dell’Assessore Terzi!

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