LOMBARDIA IN ZONA ROSSA PER UNA SETTIMANA A CAUSA DI DATI ERRATI

La “querelle” sui dati errati che hanno comportato la classificazione di Regione Lombardia per una settimana in “zona rossa” ha condizionato anche i lavori della seduta consiliare di martedì 26 gennaio, con le comunicazioni rese al riguardo dal Presidente Fontana, che ha confermato senza riserve la sua linea addossando ogni responsabilità al livello nazionale e parlando di “calunnie” nei confronti di Regione Lombardia. 

L’immagine che mi è rimasta dell’intervento in aula del Presidente rappresenta bene la sintesi di ciò che, purtroppo, abbiamo visto in tutti questi anni, ossia quella di una Giunta regionale “arroccata” sulle proprie posizioni, sempre sulla difensiva, pronta a negare anche l’evidenza se questa suona come condanna o critica al proprio operato, mai disponibile ad un’autocritica, sempre “lanciata” all’attacco contro il Governo “brutto e cattivo”.

La verità è molto diversa! Non lo dico per una posizione politica ma sulla base dei dati e delle comunicazioni intercorse che non mi pare lascino spazio a margini di dubbio e sono stati confermati anche da autorevoli organi di stampa.

In particolare, la nota diffusa venerdì 22 dall’Istituto Superiore della Sanità dice chiaramente che la classificazione in “zona rossa” della Regione Lombardia è avvenuta sulla base di dati errati comunicati dalla stessa in data 13 gennaio 2021 e relativi alla settimana 4-10 gennaio 2021, che sono stati rettificati il 20 gennaio 2021.

Nello specifico, il valore medio del “Rt sintomi” stimato con il DB aggiornato il 13 gennaio 2021 è risultato pari a 1,4 mentre lo stesso valore medio stimato con il DB aggiornato il 20 gennaio 2021 risulta pari a 0,88.  Questo porta l’ISS a concludere che “una rivalutazione del monitoraggio si rende necessaria alla luce della rettifica fornita dalla Regione Lombardia”.

Non ho mai ritenuto una punizione la “zona rossa” bensì una misura di prudenza per la salute di tutti i cittadini. Peraltro ricordo che il Presidente Fontana e diversi esponenti leghisti, a partire dal loro “leader” nazionale, si sono strumentalmente “scagliati” per tutta una settimana contro il Governo, responsabile, a loro dire, di questa “ingiustizia” nei confronti della Lombardia. 

Ora che di questa “ingiustizia” è emersa l’origine,  il Presidente Fontana avrebbe dovuto almeno delle scuse: ai cittadini lombardi, per averli costretti ad una settimana di “zona rossa” a causa di un errore della sua struttura, ai commercianti che hanno dovuto chiudere immotivatamente in questi giorni i propri esercizi, al Governo oggetto dei suoi “strali” e sin troppo facile bersaglio proprio nei giorni della crisi.

Inoltre questo “incidente” dovrebbe finalmente convincere la Giunta Regionale a rendere trasparenti i dati che vengono raccolti. Come ha ricordato nuovamente nei giorni scorsi il Presidente della Commissione d’inchiesta sull’emergenza Covid19, Gianni Girelli, i numeri dell’incidenza del virus, che devono essere elaborati e forniti dalla Regione, non sono accessibili. E questo è grave e disorientante! Di quanto avvenuto fra il 7 e il 23 gennaio 2021 fra Regione Lombardia e l’Istituto Superiore della Sanità, Vi propongo una “cronistoria” molto efficace, che fuga ogni dubbio su quanto avvenuto.

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