NUOVE NORME PER LA COOPERAZIONE IN LOMBARDIA

La nuova legge sulla cooperazione, approvata all’unanimità nella seduta di Consiglio di martedì 27 ottobre, è stata resa necessaria da un adeguamento al nuovo contesto socio-economico, con l’intento di valorizzare il ruolo della cooperazione e come strumento per favorire l’occupazione.

Molto interessante la previsione contenuta nella norma secondo la quale la Regione, gli Enti del Sireg e le aziende sanitarie e ospedaliere riservano almeno il 5% dell’importo degli affidamenti a terzi per la forniture di beni e servizi alle Cooperative Sociali. Per rendere il più cogente possibile tale disposizione, la nuova legge lega la destinazione del 5% degli affidamenti alle cooperative sociali agli obiettivi strategici dei dirigenti. Anche per gli enti locali, in caso di esternalizzazione dei servizi, è prevista la possibilità di riservare la medesima quota di affidamenti (5%) a cooperative sociali, considerandola condizione necessaria per la partecipazione al patto di stabilità territoriale.

Inoltre la nuova legge, oltre a sostenere quanto già previsto dalla 381/91 per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate (almeno il 30% dei lavoratori complessivi), favorisce un’ulteriore opportunità per l’occupazione dei soggetti deboli, prevedendo che la Giunta inserisca all’interno della sua programmazione delle specifiche misure.

Infine menziona la possibilità prevista dall’art. 14 del Dlgs 276/2003 (legge Biagi) secondo cui, in alternativa all’assunzione obbligatoria per i soggetti svantaggiati ovvero al pagamento delle relative sanzioni (legge 68/99), le imprese possono affidare servizi e attività a cooperative sociali iscritte all’Albo regionale. Questo consente alle imprese stesse di assolvere gli obblighi previsti dalla legge sull’assunzione dei soggetti svantaggiati e, al tempo stesso, favorisce la crescita del ruolo delle cooperative.

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