OSNAGO – RIFORMA SANITARIA LOMBARDA: QUALE FUTURO PER L’OSPEDALE DI MERATE?

Giovedì 24 marzo l’associazione Progetto Osnago ha organizzato un incontro pubblico sul tema della riforma sanitaria lombarda e dei suoi possibili riflessi sull’Ospedale Mandic di Merate, cui ho partecipato in qualità di relatore insieme alla dott.sa Patrizia Monti, già Direttore del Presidio Ospedaliero di Merate e Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera della provincia di Lecco, e alla dott.sa Paola Gobbi, infermiera, coordinati da Filippo Galbiati,

Nel mio intervento ho ricordato all’assemblea che, partendo da un percorso fatto con i Sindaci del Casatese e Meratese, il gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato, nel corso della discussione in aula, un ordine del giorno che puntava alla valorizzazione dei presidi ospedalieri “spoke”, in particolare dei DEA I livello come il Mandic di Merate, facendo in modo che ciascuno di essi abbia delle specialità riconoscibili dall’utenza. L’ordine del giorno è stato, ahimè, bocciato senza alcuna discussione.

Stessa sorte è capitata ad un altro ordine del giorno specifico sull’Ospedale di Merate.

Mi sono ritrovato sulla proposta della dott.sa Monti circa l’opportunità di riprendere il tema nell’ambito delle linee guida dei Piani di Organizzazione aziendale strategici (i POAS). Ho poi avuto occasione di svolgere alcune riflessioni sulla “non riforma” della sanità lombarda, su come i principi di fondo, prima formigoniani poi maroniani, non siano cambiati e sul fatto che le novità di rilievo circa la sanità territoriale sono rappresentate dall’introduzione, prevista dal PNRR, degli Ospedali della Comunità, delle Case della Comunità e delle Centrali operative territoriali. Ovviamente non si può trattare solo di un investimento in nuove strutture senza il corrispettivo impegno a dotarle di attrezzature adeguate e soprattutto di personale. Non deve succedere cioè che l’inaugurazione delle Case della Comunità significhi un cambio di targa rispetto a poliambulatori o PRESST già esistenti, come sta già succedendo in queste settimane in varie zone della Lombardia.

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