PDL N. 78 Fusione dei Comuni di San Giorgio di Mantova e Bigarello

Di iniziativa dei Consiglieri

Marco Carra

Alessandro Alfieri

Agostino Alloni

Mario Barboni

Laura Barzaghi

Carlo Borghetti

Enrico Brambilla

Massimo D’Avolio

Luca Gaffuri

Gian Antonio Girelli

Fabio Pizzul

Onorio Rosati

Jacopo Scandella

Raffaele Straniero

Corrado Tomasi

Sara Valmaggi

Giuseppe Villani

Roberto Bruni (Patto Civico)

Umberto Ambrosoli (Patto Civico)

Relazione

1. La fusione:

profili generali

La fusione fra Comuni è un tema di rilevante interesse per coloro che intendono rafforzare i sistemi d’indirizzo e gestione delle amministrazioni comunali attraverso un percorso di loro totale

integrazione per ottenere vantaggi per le proprie comunità locali.

1.1. SCENARIO DI RIFERIMENTO

Le amministrazioni comunali sono, in questa fase, chiamate a fronteggiare situazioni critiche particolarmente complesse fra le quali ricordiamo:

la generale crisi economica;

una forte e diffusa richiesta di riordino dei sistemi amministrativi e della rappresentanza politica a tutti i livelli;

La molteplicità ed eterogeneità delle funzioni da esercitare. Accanto a quelle tradizionalmente assegnate, se ne sono aggiunte altre a causa del processo di decentramento amministrativo già realizzato e che si sta ulteriormente articolando attraverso la legislazione nazionale e regionale, anche in relazione al ridimensionamento del ruolo delle Province.

Le amministrazioni comunali di piccole dimensioni devono fronteggiare forme di complessità attenuate rispetto a enti di ampie dimensioni, ma che mantengono un elevato grado di criticità di natura politica e organizzativa che sono paragonabili a quelli rinvenibili in contesti dotati di risorse e sistemi organizzativi più robusti.

Le difficoltà nel definire risposte adeguate sono riconducibili a cause quali:

la difficoltà di garantire adeguati livelli d’innovazione e miglioramento attraverso l’azione su fattori quali il personale, le tecnologie e l’organizzazione;

l’insufficiente forza contrattuale nel negoziare con soggetti terzi condizioni di collaborazione vantaggiose.

Le fusioni fra Comuni, così come previste dall’art. 15 del D. Lgs. n. 267/2000 e regolate dalla L.R. n. 29/2006, in questo periodo di grande fermento sui temi della trasformazione della pubblica amministrazione locale, sono oggetto, da parte di molte amministrazioni comunali, di un rinnovato interesse.

La fusione tra i Comuni di Bigarello e San Giorgio di Mantova (Mn) rappresenta una risposta possibile a:

situazioni critiche connesse alla difficoltà di sostenere un’equilibrata declinazione dei principi di sussidiarietà e di adeguatezza nell’esercizio delle funzioni amministrative;

necessità di rilancio degli assetti economico-sociali di territori nei quali la frammentazione dell’azione amministrativa non consente lo sviluppo d’iniziative integrate, indispensabili per garantire azioni sia di competizione sia di solidarietà con altri territori.

Lo scopo è di riqualificare, rispetto alle azioni svolte dai singoli Comuni:

l’offerta di servizi, le forme di regolazione della fiscalità locale, delle politiche ambientali, urbanistiche e di sviluppo economico-sociale, nonché le forme di gestione delle attività legate al funzionamento degli enti;

le iniziative di animazione e promozione economica, sociale e ambientale in ambito locale e delle espressioni delle culture delle popolazioni coinvolte, svolte attraverso lo sviluppo di relazioni con istituzioni pubbliche e private che si pongono in concorrenza o realizzano, secondo logiche sussidiare, interventi nelle medesime materie rispetto a quelle di pertinenza comunale.

Il percorso di fusione è in linea con gli indirizzi di finanza locale in merito al contenimento della spesa pubblica e risponde agli obiettivi che si è prefisso il legislatore con l’art. 15 del D. Lgs. n. 267/2000 (TUEL), orientato al riordino degli enti territoriali, con particolare attenzione alla soluzione della frammentazione dei Comuni, ed è una prospettiva culturale e sociale, anche nei suoi riflessi nel rafforzamento delle potenzialità territoriali in una logica di accrescimento della competitività economica dell’area.

Dal 2010 la legislazione nazionale ha introdotto il principio dell’obbligatorietà della gestione associata delle funzioni fondamentali dei Comuni di minori dimensioni.

A seguito di un complesso iter d’interventi legislativi, statali e regionali, si è definito, da ultimo con l’art. 19 della legge n. 135/2012 (cosiddetta “Spending review”), il seguente assetto normativo per i Comuni oggetto del presente studio:

obbligo della gestione associata di nove delle dieci funzioni fondamentali dei Comuni;

se l’esercizio di tali funzioni è legato alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, i Comuni gestiscono queste ultime obbligatoriamente in forma associata, fermo restando che tali funzioni comprendono la realizzazione e la gestione d’infrastrutture tecnologiche, rete dati, fonia, apparati, di banche dati, di applicativi software, l’approvvigionamento di licenze per il software, la formazione informatica e la consulenza nel settore dell’informatica (cfr. art. 19, comma 28, Legge n.135/2012);

obbligo di gestione associata di almeno tre funzioni entro il 01.01.2013;

obbligo di gestione associata di tutte le nove funzioni entro il 01.01.2014;

soglia minima di popolazione da raggiungere per ottemperare l’obbligo di gestione associata: la L.R. 22/2011, artt. 8, 9, 10 contempla 5.000 abitanti, 3.000 se montani, o il quadruplo del Comune con minore popolazione che partecipa alla gestione associata. Si ricorda che l’Amministrazione regionale lombarda non prevede, attualmente, deroghe specifiche per Comuni che hanno intrapreso un percorso di fusione o che lo hanno concluso positivamente;

gestione associata da esercitarsi attraverso le forme della convenzione o dell’Unione dei Comuni con la doppia possibilità di utilizzare o la forma dell’Unione ex art. 32 TUEL o quella di cui all’art. 16 della Legge n. 148/2011 e s.m.i.;

le convenzioni possono essere stipulate anche a geometria variabile a seconda delle funzioni. Lo strumento convenzionale può essere utilizzato o come integralmente alternativo alla gestione tramite Unione o come complementare a esse, nel senso che alcune funzioni possono essere gestite tramite Unione e altre mediante convenzione.

L’obbligatorietà della costituzione di gestioni associate spinge, non necessariamente, ma con alti livelli d’influenza, verso la creazione di aggregazioni di Comuni con livelli differenziati d’integrazione, in relazione alle scelte istituzionali e organizzative, che affrontano le sfide dell’innovazione attraverso la condivisione di risorse, salvaguardando al tempo stesso l’autonomia delle singole amministrazioni.

Dimensioni ambientali, storiche e culturali della fusione

Ogni percorso di fusione si determina in corrispondenza di contesti sociali, economici e territoriali che rappresentano lo scenario che condiziona le scelte di forte integrazione delle Amministrazioni comunali e il principale riferimento dove finalizzare e misurare gli effetti del cambiamento.

PROFILI STORICI E CULTURALI BIGARELLO

Le prime tracce della presenza di raggruppamenti umani nella zona risalgono al periodo delle palafitte, mentre il toponimo deriva, secondo una certa interpretazione, da BIGA, il carro a due ruote dei romani, oppure da “bica”, con cui si indica un mucchio di covoni; un’ultima interpretazione riporta al cognome di origine veneta “Bigarella”. Quel che è certo è che sin dall’alto Medioevo esisteva sul posto una pieve e che già nel ‘200 era in atto una discreta espansione economica e demografica, tanto che sorse un nuovo nucleo abitato accanto alla struttura più antica. La prima notizia che si ha riferita a Bigarello risale al 1037 quando, nel diploma di Corrado il Salico, la pieve è elencata in quelle appartenenti alla Diocesi di Mantova. La sua posizione in territorio di confine la rese oggetto delle mire di varie signorie, fra le quali quella dei Canossa e l’altra degli Scaligeri di Verona. Venne annesso al mantovano nel 1202 quando, in un trattato di pace, i veronesi ne cedettero le competenze. Oltre che centro di difesa, Bigarello è composto da alcuni importanti latifondi di proprietà diretta prima dei Bonacolsi poi dei Gonzaga. Dal castello, voluto dai veronesi a difesa del confine e ceduto ai mantovani all’inizio del XIII secolo, rimangono poche tracce costituite da un terrapieno localizzato tra via Capitello Oriano, il canale di Molinella e il vecchio mulino. Il manufatto, a pianta quadrangolare con cinque torri di cui una d’ingresso, presentava all’interno la casa del vicario realizzata dopo il 1668. oltre alla funzione amministrativa il castello era un ricetto, ossia deposito, di derrate alimentari. Il manufatto è abbattuto nel secolo XIX. Tra le molte famiglie patrizie che ebbero possedimenti, val la pena di ricordare gli Andreasi che possedettero un podere a Bigarello ove visse parte della propria gioventù la Beata Osanna. La Beata è una grande figura mantovana dedita alla cura dei poveri e degli ammalati. La città di Mantova la ricorda con una gigantesca statua in marmo posta sulla facciata del Duomo assieme a S.Giovanni Bono, S.Luigi Gonzaga, S.Anselmo da Baggio. Nei primi del ‘700, l’intero territorio fu assorbito nell’Impero austriaco, come sottoposto al ducato di Milano. La dipendenza dall’Impero austriaco durò fin verso la fine del XVIII secolo, quando la zona venne invasa dall’esercito francese, in occasione del primo intervento di Napoleone in Italia. Terminata la conquista francese, tornò a far parte dei possedimenti austriaci del Lombardo-Veneto. Il trasferimento del 1886 della sede municipale nella frazione di Gazzo, incide sullo sviluppo del comune. Il nuovo centro, il cui nome deriva dal longobardo gahagi, ossia territorio coltivato boschivo e cintato, viene scelto in quanto si trova in una posizione più favorevole rispetto a Bigarello. Della storia contemporanea si ricorda, infine, il rovinoso bombardamento del 1945 che causò, fra l’altro, la distruzione dell’archivio municipale. Sul suo territorio sorgono importanti edifici che testimoniano l’impegno che nelle varie epoche storiche è stato dedicato all’arte sacra e civile: nel capoluogo comunale si trova la settecentesca parrocchiale dei Santi Giovanni e Paolo; nella località di Stradella si trova l’antica chiesa di Santa Maria Carpeneta, edificata nel ‘400 ed in seguito ristrutturata, mentre a Bazza sorge la cappella di Sant’Antonio Abate, con elementi in stile barocco.

SAN GIORGIO DI MANTOVA

Il Comune di San Giorgio di Mantova si trova alla sinistra del fiume Mincio, alle porte della città di Mantova. Il Comune ha preso il nome dal sobborgo di Mantova che, secondo Carlo D’Arco, è venuto creandosi attorno ad una chiesa edificata nell’anno 859 e dedicata a San Giorgio, prendendo il nome dalla chiesa stessa. Assumendo maggiore importanza il sobborgo, vi vennero erette altre chiese, una delle quali edificata a San Giovanni Battista che dicasi edificata nel 984 da Tebaldo di Canossa, Signore di Mantova; detta chiesa, a poco a poco crebbe tanto d’importanza da venire eretta chiesa abbaziale sotto il titolo di San Vito. In seguito al testamento di Targino Bonacoldi, venne eretto nel 1308 un ospedale chiamato con nome di Santa Maria Capo Bove. Il terzo capitano di Mantova, Lodovico Gonzaga, nel 1373 cinse il borgo di mura ed in testa al ponte fece innalzare la rocca che ancora si conserva. Il Tonelli, nelle sue ricerche storiche su Mantova, così descrive il borgo come si trovava nella prima metà del secolo XVIII Ma in specie il borgo di San Giorgio si rendette sommamente popolato e dotato di assai utili ed onorevoli edifici, cioè di un mulino superiormente, di due fabbriche di polvere inferiormente, una di legname, di un’altra di ferro e di una fonderia di metalli mediante l’uso del canale di acqua viva (Fossamanna) che ancora oggi, attraversando cotale borgo, cade giù nel lago. Nella carta topografica, la bellissima città di Mantova assediata dall’ esercito imperiale l’anno MDCXXIX vedasi in figura l’assedio posto anche al borgo di San Giorgio, come sono distribuiti i diversi reparti dell’esercito imperiale. Nel posto ove si erigeva San Giorgio cadeva, il 4 luglio 1855 per mano del carnefice austriaco P.F. Calvi, una delle più fulgide figure dei Martiri di Belfiore. Ma non soltanto del borgo di San Giorgio questo Comune deve lamentare la scomparsa, ma anche dell’altri di Cipata, ove ebbe i natali Teofilo Folengo, il celebre poeta maccheronico noto sotto il nome di Merlin Cocai. Negli annuali di Mantova del Maffei, si trova accennato e descritto il borgo Cipata in tal senso: onde parimenti in quelli tempi degli Umbri e delli Veneti, stava la terra di Cipata, che fu poi abitata dai Folenghi; patria del famoso poeta. Ed oggi solo due o tre piccole cascine rammentano la località ove un giorno sorgeva bello e ricco di edifici, il borgo di Cipata. Scomparso questo borgo, verso il 1560 veniva soppressa la parrocchia ivi esistente ed, in sua vece con bolla del Pontefice Pio V nel 1556, veniva elevata a parrocchia la chiesa intitolata a Santa Maria dei Miracoli detta Frassine, attorno alla quale era sorta una piccola borgata chiamata Frassino di cui però non si hanno nella storia notizie. Tale è la storia di diverse località comprese nel territorio del Comune di San Giorgio di Mantova; nessun documento però parla del come e quando il Comune si è costituito. Certo nel secolo XVIII, il Comune era già formato pressappoco come lo fu fino ad oggi poichè, nel 1808 per un decreto dell’Imperiale Regio Governo del 27 febbraio, in seguito a domanda del Municipio di Mantova, San Giorgio veniva interamente aggregato a tale Comune assieme a quelli di Porto Mantovano, Curtatone, Quattro Ville (Virgilio), decreto revocato nel 1816 per opera dell’Austria dopo la caduta di Napoleone. Il nome del comune sotto l’Austria era soltanto San Giorgio, ha preso quello di San Giorgio di Mantova nel 1867 in seguito a Decreto reale, l’8 giugno di detto anno. Al momento della cessazione del dominio austriaco, a primo deputato Comunale era il Sig. Ronconi Luigi, il quale, con regio decreto Comunale 20 aprile 1867, venne nominato Sindaco e quindi il primo Sindaco di San Giorgio di Mantova.

PROFILI TERRITORIALI ED ECONOMICO SOCIALI

La popolazione legale, rilevata nell’ambito del censimento effettuato nell’anno 2011, del Comune di Bigarello ammonta a 2.083 abitanti, mentre quella di San Giorgio di Mantova risulta essere di 9.383 abitanti. Nel 2011 la popolazione residente di Bigarello, rilevata presso l’Ufficio anagrafe comunale al 31 dicembre 2011, è passata da 2.171 unità a 2.170. I maschi sono 1.105 e le femmine 1.065. Le famiglie sono passate da 946 a 942 con un decremento di 4.

Nel 2011 la popolazione residente di San Giorgio, rilevata presso l’Ufficio anagrafe comunale al 31 dicembre 2011, di Mantova è passata da 9.482 unità a 9.598 con aumento di 116 abitanti pari all’1% circa. I maschi sono 4.727 e le femmine 4.871. Le famiglie sono passate da 3.985 a 4.050 con un incremento di 65. Sempre nel corso del 2011 si sono avute 96 nascite (50 maschi e 46 femmine), mentre i decessi sono stati 63 (36 maschi e 27 femmine).

Gli stranieri residenti nel nostro Comune sono passati da 747 al 31.12.2010 a 762 con un incremento di 15 unità. Percentualmente i cittadini stranieri sono circa il 7,93% della popolazione (nel 2010 erano il 7,88%, con un incremento quindi di circa lo 0,05%) Dei 762 cittadini stranieri, 355 sono maschi e 407 femmine.

Profilo territoriale

Il territorio del Comune di Bigarello è posto a nord-est della città di Mantova a circa 10 km da capoluogo di provincia e confina partendo e procedendo in senso orario con i comuni di Castelbelforte, Sorgà, Casteldario, Roncoferraro e San Giorgio di Mantova. Il territorio di San Giorgio di Mantova è posto a nord-est di Mantova a circa 7 km dal capoluogo di provincia e confina, partendo da nord e procedendo in senso orario, con i comuni di Roverbella, Castelbelforte, Bigarello, Roncoferraro, Mantova e Porto Mantovano. Comuni confinanti Bigarello: Castelbelforte, Castel d’Ario, Roncoferraro, San Giorgio di Mantova, Sorgà (VR) San Giorgio di Mantova: Bigarello, Castelbelforte, Mantova, Porto Mantovano, Roncoferraro, Roverbella.

Estensione territoriale

I due Comuni mostrano una limitata differenza di estensione territoriale, il Comune di Bigarello, presenta però, una densità di popolazione decisamente inferiore a quella di San Giorgio di Mantova.

Dal punto di vista dell’estensione territoriale, l’area interessata dalla fusione rappresenta circa il 2,2% dell’intero territorio e mostra una densità di popolazione più alta della media provinciale.

Il forte squilibrio rilevato sulla densità abitativa per kmq è ovviamente riconducibile alla natura stessa dei territori, che vede nella vocazione agricola di Bigarello aziende con grandi superfici destinate alla coltura e quindi che comportano una bassa densità; di contro il comune di san Giorgio per la maggiore vicinanza con il capoluogo e la vocazione più a carattere commerciale e produttivo evidenzia una densità maggiore.

Rischio idrogeologico

Bigarello

Il territorio comunale fa parte del sistema fisiografico del Livello Fondamentale delle Pianure e al sottosistema della Media Pianura Idromorfa. I suoli della zona si presentano moderatamente profondi, limitati dal substrato da limoso a franco sabbioso molto calcareo, talvolta ghiaioso, che ospita la falda e a drenaggio lento. Il territorio in esame si trova a sud delle cerchie moreniche frontali dell’anfiteatro morenico del Garda, occupa la media pianura mantovana, i depositi deposti nell’area studiata fanno parte della coltre di alluvioni depositati dai fiumi Mincio e Tione e dai suoi affluenti.

San Giorgio di Mantova

L’ambito territoriale del comune di San Giorgio di Mantova non risulta interessato da significative problematiche di carattere idraulico o idrogeologico. Nel contesto del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico redatto dall’Autorità di Bacino del fiume Po, l’Atlante dei rischi idraulici e idrogeologici assegna su una scala di livello crescente da 1 a 4 al comune di San Giorgio di Mantova un livello di rischio totale pari a 2, derivante da tipologie di rischio non specificate. Non si riconoscono per il territorio di San Giorgio di Mantova aree esondabili o soggette ad altri tipi di rischio.

Rischio sismico

Bigarello

Da un punto di vista sismico il territorio comunale è stato classificato in zona 4, indicando pertanto condizioni di “sismicità bassa” (S = 6). I soli vincoli riscontrati di carattere geologico-idrogeologico sono di polizia idraulica.

San Giorgio di Mantova

Il territorio di San Giorgio di Mantova è stato classificato ai sensi dell’Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003 all’interno della zona sismica 4, la più bassa.

Rischi ambientali

Bigarello e San Giorgio di Mantova

Sul territorio dei due Comuni coinvolti nel percorso di fusione, allo stato attuale, non ha sede alcuna azienda a rischio di incidente rilevante ai sensi del D. Lgs. 334/99. Tuttavia il territorio è attraversato da alcune reti di servizi di interesse sovraccomunale, e in particolare un oleodotto, un metanodotto ed elettrodotti. Metanodotti SNAM (Gruppo ENI) Oleodotto IES – Italiana Energia e Servizi

Reti viabilistiche e ferroviarie

Bigarello

I flussi di traffico giornalieri che percorrono la viabilità interna al comune sono rilevanti, e si caratterizzano per la maggior parte come flussi di attraversamento, avendo quale destinazioni principali Mantova e Nogara. Le principali arterie di traffico sono: Strada provinciale padana inferiore (ex statale) n. 10 (Cremona, Mantova, Padova). Dal comune di Bigarello detta strada si biforca e arriva a Peschiera sul lago di Garda. Strada provinciale da Comune di Roncoferraro, Fraz. Stradella, Fraz. Gazzo a Comune di Castelbelforte. Strade comunali fuori dai centri abitati per circa 22 km + strade vicinali per circa 8 Km. Ferrovia Pavia – Mantova – Monselice Padova. Stazione con fermata nella Stazione della frazione di Gazzo.

San Giorgio di Mantova

I flussi di traffico giornalieri che percorrono la viabilità interna al comune sono abbastanza rilevanti, e si caratterizzano per la maggior parte come flussi di attraversamento, avendo quale destinazione principale Mantova.

Il territorio comunale di San Giorgio di Mantova è interessato dal transito di alcune grandi arterie stradali, e in particolare: autostrada A22, che lo attraversa interamente da nord a sud e presenta il casello “Mantova Nord” sul territorio comunale; SP25 nella zona settentrionale (proviene da Mantova, attraversa Tripoli e prosegue in direzione di Castelbelforte); SP EX SS10 Padana Inferiore nella zona centrale (proviene da Mantova, attraversa Mottella e prosegue in direzione Legnago); SP28 nella zona centro-meridionale (unisce il casello dell’autostrada con Mantova attraverso la zona industriale);

SP 30 nella zona meridionale (si stacca dalla SP 28, attraversa Villanova de Bellis e raggiunge Roncoferraro).

Aree protette

Il comune di Bigarello è inserito nella Foresta Regionale della Carpaneta. La Foresta Carpaneta è il risultato di un recente progetto di forestazione avviato nel 2003 nell’ambito del progetto “Dieci Grandi Foreste di Pianura”, che rappresenta la scelta strategica, proposta dalla Direzione Generale Agricoltura

della Regione Lombardia, di costituire nuove grandi aree verdi naturali, con particolare riguardo alla Pianura Padana. La Foresta è situata nel Comune di Bigarello, presso l’Azienda agroforestale Carpaneta, proprietà del demanio regionale dal 1 gennaio 2002 e tuttora sede di sviluppo di un polo agro-forestale di eccellenza nel settore multifunzionale, con interesse specifico nella filiera lattiero casearia, agri-energetica e ricerche da parte di ERSAF.

QUADRO DELLE DINAMICHE ECONOMICHE PROVINCIALI

Secondo i dati elaborati dal Servizio Informazione e Promozione Economica della Camera di Commercio di Mantova, il primo trimestre del 2012 mostra un tasso di crescita negativo pari al -0,7%, che si colloca al di sotto sia del dato regionale (-0,2%), sia di quello nazionale (-0,4%).

L’occupazione si mantiene in territorio positivo, con una variazione rispetto all’ultimo trimestre del 2011 del +0,3%, mentre la capacità produttiva delle aziende aumenta, con un tasso di utilizzo degli impianti che sale dal 62,8% di fine anno al 63,6%.

LE VOCAZIONI ECONOMICHE DEI COMUNI DI BIGARELLO E SAN GIORGIO DI MANTOVA

Attività economiche comunali

Il territorio dei due comuni presenta caratteristiche sorprendentemente complementari dal punto di vista della vocazioni economiche. Entrambi i comuni hanno una vasta area destinata all’agricoltura: Bigarello 2306 Ha, San Giorgio 1840 Ha. Questo importante terreno agricolo è utilizzato da un numero contenuto di aziende agricole, solo 49 a Bigarello che impiegano meno di un centinaio di addetti (Istat 2001): l’importante produzione agricola e di conseguente ricchezza è appannaggio di pochi con scarse ricadute sulla popolazione residente e limitrofa. La maggior parte degli abitanti di Bigarello trova qualche occupazione in insediamenti artigianali concentrati soprattutto nelle frazioni più grandi, Gazzo e Stradella, e soprattutto nella zona industriale e nel terziario del capoluogo che implica per i bigarellesi l’obbligatorio attraversamento del territorio di San Giorgio. Questo ha sviluppato negli ultimi 2 decenni importanti insediamenti produttivi e commerciali prossimi all’accesso dell’autostrada A22 del Brennero e di conseguenza aree residenziali che ha visto la crescita della popolazione avvicinarsi ai 10.00 abitanti. I Piani di Governo del Territorio (PGT) dei 2 comuni hanno bloccato ulteriore consumo di territorio, salvo portare a compimento piani urbanistici già previsti da tempo, tra cui l’area vicino al casello autostradale a vocazione commerciale e alcune lottizzazioni residenziali a Gazzo e Stradella. Questa situazione delinea un quadro complessivo di sostanziale risposta positiva alle esigenze del territorio senza che vi sia la necessità di prevedere nel breve periodo ulteriori consumi di territorio per zone residenziali, produttive e commerciali.

A fronte di un territorio così strutturato troviamo il territorio di San Giorgio che invece ha sviluppato in maniera importante la vocazione artigianale ed industriale, sfruttando l’accesso all’autostrada A22 e il comparto della zona di Valdaro, con il suo polo logistico intermodale. L’abitato del comune è sviluppato nella parte più centrale del territorio nelle località di Mottella Caselle e Tripoli, mentre il resto mantiene ancora una sua struttura e vocazione più agricola, spesso in esatta continuità con quella del comune di Bigarello. La tabella 2.2.12 illustra sinteticamente le peculiarità delle dinamiche economiche rinvenibili nei Comuni di Bigarello e San Giorgio di Mantova.

SERVIZI COMUNALI

L’analisi della tipologia dei servizi erogati (figura 3.1.1, tabella 3.1.1) non mostra una significativa differenza nella gamma dei servizi offerti dai Comuni. Non si ritiene, quindi, sussista la necessità di realizzare investimenti cospicui e di impegnare una quantità sostenuta di spesa corrente per consentire la possibilità di accesso a nuovi servizi a segmenti di popolazione che, in questo momento, ne sono esclusi.

CONSULTAZIONE REFERENDARIA

L’iniziativa legislativa per l’istituzione del nuovo Comune (art. 7, L.R. n. 29/2006) può essere attivata sia dalla maggioranza degli elettori residenti nei comuni, nelle frazioni o borgate interessate, sia con deliberazione dei Consigli comunali, assunta a maggioranza dei Consiglieri assegnati.

Ai fini di quanto previsto dall’art. 133 della Costituzione e dall’art. 53 del nuovo Statuto d’Autonomia della Lombardia, il Consiglio regionale delibera, su proposta della Commissione consiliare competente, l’indizione del referendum.

La consultazione referendaria deve riguardare l’intera popolazione dei Comuni interessati alle modifiche territoriali: partecipano, dunque, tutti gli elettori residenti nei Comuni richiedenti la fusione.

Quesito del referendum sarà, oltre alla fusione dei Comuni, anche la denominazione che assumerà il nuovo Comune;

La procedura si conclude, nel caso di valutazione della positività, con l’approvazione da parte de Consiglio regionale della legge con la quale si realizza la fusione dei Comuni.

I rapporti conseguenti all’istituzione del nuovo Comune sono regolati dalla Provincia competente per territorio oppure, qualora si tratti di Comuni montani, dalla Comunità montana nel cui ambito territoriale ha sede il Comune di nuova istituzione. La Provincia o la Comunità montana competente deve inviare alla Giunta regionale copia dei provvedimenti adottati in merito. Qualora la Provincia o la Comunità montana non adempia, la Giunta regionale, previa diffida e assegnazione di un termine a provvedere, esercita il potere sostitutivo e adotta i necessari provvedimenti, d’intesa con la Commissione consiliare competente. Le spese sostenute dalle Province o dalle Comunità montane per lo svolgimento elle funzioni indicate dalla L.R. n. 29/2006 sono a totale carico della Regione (art. 13).

 

Progetto di Legge

“Fusione dei Comuni di San Giorgio di Mantova e di Bigarello”

Articolo 1

(Finalità)

1. I Comuni di San Giorgio di Mantova e di Bigarello, in Provincia di Mantova, sono fusi in unico Comune.

2. A seguito della consultazione popolare indetta ai sensi dell’articolo 53 della Statuto d’Autonomia della Lombardia, il nuovo Comune è denominato ………………………………..

3. Il territorio del nuovo Comune è costituito dai territori appartenenti ai Comuni di San Giorgio di Mantova e di Bigarello, in Provincia di Mantova, alla data dell’entrata in vigore della presente legge.

Articolo 2

(Partecipazione)

1. Lo Statuto del nuovo Comune prevede che alle comunità costituenti siano assicurate adeguate forme di partecipazione e il decentramento dei servizi.

Articolo 3

(Rapporti conseguenti alla funzione dei territori comunali)

1. I rapporti conseguenti alla funzione dei territori comuni di cui all’articolo 1 sono regolati dalla Provincia di Mantova, ai sensi dell’articolo 11 della legge regionale 15 dicembre 2006, n. 29 “Testo Unico delle leggi regionali in materia di circoscrizioni comunali e provinciali”.

Articolo 4

(Rimborso Spese)

1. Alla liquidazione e al rimborso delle spese sostenute dalla Provincia di Mantova in attuazione delle funzioni di cui all’articolo 3 si provvede con decreto del Dirigente competente in materia, ai sensi dell’articolo 13 della l.r. 29/2006 e della l.r. 20/2008 “Testo Unico delle leggi regionali in materia di organizzazione e personale”.

Articolo 5

(Norma Finanziaria)

1. Alle spese per la consultazione popolare di cui all’articolo 53 dello Statuto si provvede nell’ambito dello stanziamento missione 01 “Servizi istituzionali e generali, di gestione e di controllo” – programma 07 “Elezioni e consultazioni popolari – Anagrafe e Stato Civile” della stato di previsione delle spese di bilancio per l’esercizio finanziario 2013 e successivi, mediante riduzioni delle disponibilità di competenza e di cassa della missione 20 “Fondi e accantonamenti” – Programma 01 “Fondi di riserva”.

2. Alle spese di cui all’articolo 4 si provvede mediante l’impiego delle somme da stanziarsi alla missione 18 “Relazioni con le altre autonomie territoriali” – Programma 01 “Relazioni finanziarie con le altre autonomie territoriali e locali” dello stato di previsione delle spese del bilancio per l’esercizio finanziario 2013 e successivi mediante riduzione della disponibilità di competenza e di cassa della missione 20 “Fondi e accantonamenti” – Programma 01 “Fondi di riserva”.

Articolo 6

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Lombardia.

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