Proposta per la costituzione del polo socio-sanitario del Meratese-Casatese

A proposito della proposta per la costituzione del polo socio-sanitario del Meratese-Casatese

Non posso che concordare con il collega Mauro Piazza circa il giudizio positivo sul documento “Proposta per la costituzione del Polo Territoriale Sociosanitario del Meratese-Casatese”, voluto dai sindaci di Merate e di Casatenovo ed elaborato da alcuni esperti del settore a livello locale.

Si tratta infatti di una proposta di sperimentazione che si basa sull’esperienza di integrazione socio-sanitaria già in atto in questo territorio e che si situa perfettamente nello spirito della proposta di riforma sanitaria attualmente in discussione a livello regionale.

Dico volutamente “nello spirito” perché su questa esigenza di presa in carico e di accompagnamento del paziente, migliorando il raccordo fra Ospedale e territorio, tutti i gruppi consiliari regionali concordano, seppure con accenti e sfumature diverse, e la stessa è espressa “plasticamente” nella configurazione di un Assessorato unico al Welfare. Quello che c’è nello spirito purtroppo non sempre è presente nella sostanza di questa bozza di riforma, che si dimentica, ad esempio, dei Distretti socio-sanitari. Questi sono la dimensione consolidata ormai da anni della organizzazione dei servizi teritoriali e dei Piani Sociali di Zona dei Comuni: vanno assolutamente reintrodotti, anche perché altrimenti è tecnicamente impossibile costruire l’integrazione della sanità con il sociale!

Tornando alla proposta di sperimentazione del Meratese-Casatese, trovo molto interessante l’obiettivo di “valorizzazione dell’integrazione raggiunta tra Ospedale e Territorio che ha come “motore” il Mandic e coinvolge altri soggetti pubblici e privati (comprese altre strutture ospedaliere) che hanno aperto il processo di sperimentazione al volontariato, all’associazionismo e, più in generale, al Privato Sociale” e, su questa base, di “sperimentazione organizzativa … che coinvolga altri soggetti pubblici e privati (comprese altre strutture ospedaliere)”.

E’, in sintesi, un documento che può costituire davvero un riferimento utile, innanzitutto per il nostro territorio, ma che può rappresentare un modello ed uno stimolo a livello regionale. Mi auguro che la legge che verrà approvata prossimamente dal Consiglio Regionale ne sia all’altezza…

Raffaele Straniero

Consigliere regionale Partito Democratico della Lombardia

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