Raddioppio Ires Terzo Settore

Il Consiglio Regionale della Lombardia, premesso che

l’art. 1, commi 29-octiesdecies-noviesdecies, della Legge di Bilancio 2019, prevede il raddoppio dell’Ires per gli enti del Terzo Settore, con l’abrogazione dell’aliquota ridotta del 12%, per cui gli stessi saranno soggetti all’aliquota ordinariamente prevista per le società commerciali (24%);

tale misura riguarda in particolare:

enti e istituti di assistenza sociale, società di mutuo soccorso, enti ospedalieri, enti di assistenza e beneficenza;

istituti di istruzione e istituti di studio e sperimentazione di interesse generale che non hanno fine di lucro, corpi scientifici, accademie, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali;

enti il cui fine è equiparato per legge ai fini di beneficenza o di istruzione;

istituti autonomi per le case popolari (Iacp), comunque denominati, e loro consorzi nonché enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione dell’Unione europea in materia di in “house providng” e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013;

gli enti e gli istituti colpiti dal raddoppio dell’Ires costituiscono dunque la maggior parte delle associazioni “no profit”, ossia proprio quelle che, dedicandosi a specifici servizi di volontariato senza alcun fine di lucro, necessiterebbero di maggiori incentivi fiscali;

la “ratio” della misura non è specificata nella relazione illustrativa che accompagna la legge di bilancio e dunque la stessa dipende unicamente dalla necessità di recuperare risorse finanziarie per il bilancio dello Stato per il prossimo triennio;

l’approvazione di questa norma ha suscitato una vasta eco e molte reazioni negative nell’opinione pubblica, di cui si è fatto interprete il Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno, esprimendo chiaramente il suo “no” ad una “tassa sulla bontà”;

la maggior parte del lavoro esercitato dalle associazioni “no profit” va ad integrare, se non addirittura a sostituire, le attività che dovrebbero svolgere direttamente le Amministrazioni Locali e lo Stato;

CONSIDERATO CHE

in Regione Lombardia opera un numero notevole di Enti del Terzo Settore, i quali intervengono con spirito volontaristico e grande efficacia in molti ambiti assistenziali e di vicinanza ai bisogni dei cittadini, in particolare dei più deboli, in un’ottica di sussidiarietà e solidarietà;

è importante evitare nuovi costi ed aggravi fiscali per gli stessi;

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

ad attivarsi presso il Governo affinché, come promesso da suoi importanti esponenti, venga proposta al più presto al Parlamento una modifica della norma suddetta, ripristinando il regime agevolato precedentemente previsto per gli Enti e le associazioni “no profit”.

Milano, 9 gennaio 2019

Raffaele Straniero

Fabio Pizzul

Patrizia Baffi

Paola Bocci

Pietro Bussolati

Jacopo Scandella

Maria Rozza

Matteo Piloni

Luigi Ponti

Angelo Orsenigo

Carlo Borghetti

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