Treni, capolinea a Rogoredo. Straniero: “Sbagliato non sentire i territori. Regione ci ripensi”.

Durante la contrattazione sulla capacità nell’Accordo quadro tra Regione Lombardia e Rete ferroviaria italiana, quest’ultima “ha chiesto di inserire nell’Accordo una maggiore flessibilità rispetto agli attestamenti a Milano Centrale, in coerenza con il proprio Piano nazionale di distribuzione della capacità disponibile, prevedendo di spostare alcuni treni di Regione Lombardia, di altre Regioni e di altre imprese della lunga percorrenza, in stazioni differenti da Milano Centrale”. È con questa giustificazione che l’assessore regionale ai Trasporti Terzi risponde a Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd, a proposito della decisione iniziale di portare i treni provenienti da Lecco al capolinea di Rogoredo. L’assessore aveva già anticipato la spiegazione in consiglio regionale, rispondendo a una interrogazione di Straniero. Ora è arrivato il testo scritto delle motivazioni della contestata scelta.

“È assurdo che, a fronte di un asserito, ma tutto da verificare, obiettivo di treni sulla Lecco-Milano ogni 30 minuti, i pendolari debbano pagare il prezzo di treni attestati a Rogoredo anziché a Milano Centrale – commenta il consigliere Pd – Sarebbe come dire che ho un treno ogni 30 minuti, ma poi mi ci vogliono 30 minuti in più per giungere a destinazione. Non mi pare un gran bel risultato”.

Straniero, che si è fatto portavoce dei comitati dei pendolari, prova a leggere oltre le righe delle motivazioni: “Posso capire che ci sia dietro l’obiettivo di decongestionare Milano Centrale, ma mi pare il caso di farlo delineando una strategia a più ampio respiro come è stato ipotizzato altrove, non certo cominciando a penalizzare i treni dei pendolari. E per giunta senza una spiegazione, senza anticipare per tempo le decisioni e persino senza consultare gli interessati come è sempre stato fatto nel trasporto pubblico locale”.

Da questo punto di vista, sempre dalla risposta della Terzi, emerge che “secondo l’assessore, in caso di un accordo quadro come questo, non è prevista la consultazione dei territori. Se anche fosse, mi sembra davvero una ben misera concezione dell’ascolto e del confronto con i territori quella che lo riduce a un obbligo di legge. I quadranti vanno convocati e i sindaci e i comitati pendolari ascoltati perché rappresentano i cittadini e gli utenti delle province servite. Sono allibito di fronte a questa affermazione e mi auguro che l’assessore ci ripensi e convochi i territori per sentire la loro opinione”.

Tuttavia, già in Aula l’assessore ai Trasporti aveva annunciato che per ora, in tempo di Covid, i treni da Lecco si sarebbero attestati a Milano Centrale: “Non posso essere soddisfatto di un posizionamento a Centrale solo finché dura la pandemia. È una decisione sbagliata e deve essere rivista. È un contentino che, così com’è, non ci basta”, conclude Straniero.

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